Il costo del pieno
Pieno dalitri

Come sono calcolati questi numeri

Questo sito prende i dati che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy pubblica ogni mattina, e li riscrive in un’unica unità di misura: quanto costa un pieno. Qui c’è tutto quello che serve per verificare i nostri numeri, o per contestarli.

Da dove vengono i dati

Dai due file aperti dell’Osservaprezzi Carburanti: l’anagrafica degli impianti attivi e i prezzi praticati. I gestori sono obbligati a comunicare al ministero ogni variazione di prezzo (articolo 51 della legge 99/2009); il ministero pubblica il risultato in formato aperto. Dettagli e licenza nella pagina Fonti.

Ogni quanto si aggiornano

Una volta al giorno. Il file del ministero contiene i prezzi in vigore alle ore 8 del giorno precedente alla pubblicazione. In questo momento stiamo mostrando la fotografia delle ore 8 del 3 ottobre 2026.

Nessun sito che usi questa fonte, questo compreso, ha i prezzi dei carburanti in tempo reale. Chi lo scrive sta esagerando: la fonte non lo consente. Un gestore può aver cambiato il prezzo stamattina, e il dato arriverà qui domani.

Quali prezzi consideriamo

  • Teniamo solo i prezzi comunicati negli ultimi 7 giorni. Un prezzo più vecchio non è una notizia, è un archivio: mostrarlo come attuale sarebbe scorretto. Con questa soglia copriamo il 98% degli impianti che comunicano.
  • Il feed usa 58 denominazioni commerciali diverse (Blue Diesel, HVOlution, HiQ Perform+…). Le raggruppiamo in cinque famiglie: benzina, gasolio, GPL, metano, GNL. Quando lo stesso impianto espone più prodotti della stessa famiglia teniamo il più economico, cioè il prodotto base, non la versione premium.
  • Scartiamo i valori impossibili (sotto 0,15 o sopra 5,00 euro al litro) e i record che si riferiscono a impianti non presenti in anagrafica.

Come sono calcolate le medie

Le medie di comune, provincia e regione sono calcolate sugli impianti, non sulle medie dei livelli inferiori: una provincia con un comune da 100 impianti e uno da 2 non li pesa allo stesso modo. Sono medie semplici sui prezzi praticati, non ponderate per i volumi erogati, che non sono un dato pubblico. Per i confronti fra impianti usiamo la mediana, che non si lascia spostare da qualche valore anomalo.

Perché parliamo di euro sul pieno

Perché nessuno paga euro al litro. Venti centesimi al litro di differenza fra servito e self sembrano trascurabili; gli stessi venti centesimi diventano 10,00 euro su un pieno da 50 litri, ed è una cifra che si capisce. Il prezzo al litro resta comunque scritto accanto a ogni valore, e nei dati strutturati della pagina.

Il selettore in alto a destra cambia i litri di riferimento e ricalcola tutti i numeri del sito. I colori della scala restano invece ancorati al pieno da 50 litri, così una fascia di colore significa sempre la stessa cosa da una pagina all’altra.

Due unità di misura, non una

Benzina, gasolio e GPL si vendono al litro. Il metano si vende al chilogrammo. Non è una nostra scelta editoriale: è scritto nel documento dei metadati allegato al dataset del ministero, che definisce il prezzo come riferito alla «corrispondente unità di misura (litro in tutti i casi ad eccezione del metano che è Kg)». Il link al documento è in Fonti.

La conseguenza pratica è che un prezzo del metano non può essere moltiplicato per dei litri: verrebbe un numero plausibile e falso. Per questo il metano ha un selettore in chilogrammi tutto suo, non compare mai nella stessa colonna di un pieno in litri, e ha una pagina separata da quella del GPL.

Quanti chilogrammi entrino in un serbatoio dipende dal modello dell’auto, e non è un dato contenuto in questa fonte. La quantità di partenza che trovi nelle nostre pagine (15 kg) è quindi una quantità di riferimento dichiarata, non una capienza reale: serve solo a dare una scala al confronto, ed è la prima cosa che il selettore ti invita a cambiare. Preferiamo un parametro esplicito a un’affermazione che non possiamo dimostrare.

GNL e L-GNC restano fuori dai calcoli del rifornimento: i metadati assegnano il litro a tutto ciò che non è metano e non nominano questi due prodotti. Sono 193 rilevazioni: dove ci sono, la pagina del comune lo scrive, ma senza convertirle in un costo per rifornimento.

La scala dei colori

Il colore non è decorazione: codifica il sovrapprezzo, cioè quanto paghi in più rispetto al pieno più economico che puoi raggiungere in quel contesto. I gradini sono ricavati dai dati, non scelti a occhio:

fino a 2,50 euro
è il risparmio mediano ottenibile dentro lo stesso comune: una differenza che c’è, ma non cambia la giornata.
fino a 5,00 euro
il novantesimo percentile dello stesso risparmio: qui la deviazione comincia a valere.
oltre 10,00 euro
è più di quanto costi farsi servire. Se un self costa così tanto in più di un altro nello stesso comune, tanto vale farsi fare il pieno.

Le stesse soglie valgono per GPL e metano: cambia solo la quantità su cui il prezzo unitario diventa euro, cinquanta litri per i carburanti liquidi e 15 chilogrammi per il metano. Che reggessero non l’abbiamo dato per scontato, l’abbiamo misurato: sul GPL il 37,7% dei prezzi coincide con il migliore del proprio comune, il 37,3% resta entro 2,50 euro, il 15,7% entro cinque, il 7,8% entro dieci e l’1,5% va oltre. Sul metano, su 15 chilogrammi, le stesse cinque fasce valgono 39,7 — 40,0 — 13,9 — 5,9 — 0,5%. Nessuna fascia resta vuota e nessuna ne inghiotte un’altra: le soglie non andavano rifatte, andavano verificate.

La scala è leggibile anche da chi non distingue i colori: la classe migliore porta un quadrato e il grassetto, e accanto a ogni barra c’è sempre il numero.

Perché non tutte le pagine sono indicizzabili

Questo è il punto in cui la maggior parte dei siti costruiti su dati pubblici sbaglia. Un feed di 23.917 impianti permette di generare decine di migliaia di pagine, ma la domanda di ricerca non cresce insieme al numero di righe del file.

Abbiamo preso due decisioni, entrambe verificabili:

  1. Il singolo distributore non ha una pagina. Sarebbero oltre ventitremila pagine con dentro un numero e un indirizzo. Gli impianti vivono come righe della pagina del loro comune, con un ancoraggio proprio. Fanno eccezione le aree di servizio autostradali, che hanno una domanda di ricerca reale e un dato in più da raccontare.
  2. Un comune entra nell’indice solo se c’è un confronto da mostrare: almeno tre prezzi confrontabili sullo stesso carburante — benzina, gasolio, GPL o metano — oppure due con uno scarto di almeno un centesimo per unità, oppure una rete locale comunque densa. Dei 5.371 comuni con almeno un distributore, ne rispettano la soglia 2.677. Gli altri hanno spesso un solo distributore: la pagina resta consultabile, ma dichiara ai motori di non indicizzarla e non compare nella sitemap.

Su 9.205 indirizzi generati, 5.494 chiedono di essere indicizzati. Se apri un indirizzo che non esiste, questo sito risponde con un errore 404 vero: non fabbrica una pagina a partire da quello che hai scritto nella barra degli indirizzi.

Errori e correzioni

I dati sono quelli comunicati dai gestori: se un prezzo è sbagliato alla fonte, arriva sbagliato anche qui. Se noti un errore che riguarda un impianto, la correzione va chiesta al gestore, che deve aggiornare la comunicazione al ministero. Se invece l’errore è nostro — un nome storpiato, un comune nella provincia sbagliata, un calcolo che non torna — scrivici: correggiamo e diciamo cosa abbiamo corretto.